Un negozio di elettrodomestici in città : clienti che confrontano etichette energetiche, tecnici che rispondono a domande sui consumi e un commesso che sfoglia la lista dei prodotti ammessi. È questa la scena comune che descrive meglio il senso del nuovo incentivo per chi vuole sostituire una vecchia lavatrice o un frigorifero energivoro. Il punto non è solo il risparmio sul prezzo di acquisto, ma la facilità con cui lo sconto viene applicato e la necessità di rispettare regole precise: chi non conosce i requisiti rischia di vedere svanire l’opportunità . Lo raccontano i responsabili dei rivenditori e chi segue i bandi pubblici nelle regioni italiane.
Cos’è e a chi è rivolto
Il bonus elettrodomestici 2025 è un incentivo pensato per favorire il rinnovo dei grandi elettrodomestici con modelli più efficienti, prodotti nell’Unione Europea. Il contributo si traduce in uno sconto immediato in fattura, quindi non serve aspettare detrazioni in dichiarazione dei redditi: la riduzione è applicata al momento dell’acquisto dal venditore aderente. L’obiettivo dichiarato è duplice: ridurre i consumi energetici delle abitazioni italiane e sostenere la produzione europea, con un occhio alle catene di fornitura continentali.
Possono richiedere il bonus le persone fisiche residenti in Italia, maggiorenni e dotate di SPID o CIE. È importante sottolineare che lo sconto è concesso una sola volta per nucleo familiare, con l’importo variabile in base all’ISEE del nucleo: la misura privilegia le famiglie con reddito più basso. Un dettaglio che molti sottovalutano: il nucleo preso in considerazione è quello indicato nell’ISEE, perciò lo stato di famiglia anagrafico deve essere aggiornato prima della domanda. Chi vive in grandi città lo nota spesso nei servizi di assistenza fiscale e nei patronati.
Requisiti, ISEE e modelli ammessi
La definizione di nucleo familiare segue l’ISEE e include coniugi conviventi, figli anche maggiorenni, partner conviventi non sposati e altri familiari registrati all’anagrafe. Sono esclusi coinquilini non appartenenti allo stesso stato di famiglia, ospiti temporanei e familiari non conviventi anche se fiscalmente a carico. Per le famiglie con ISEE ≤ 25.000 euro è previsto un contributo maggiorato: attenzione a tenere il documento aggiornato se si pensa di usufruire dell’incentivo potenziato.
I limiti economici sono chiari: il bonus base è pari a 100 euro per la maggior parte dei nuclei, mentre il bonus potenziato arriva a 200 euro per chi rientra nella soglia ISEE agevolata. In ogni caso l’importo non può superare il 30% del prezzo dell’elettrodomestico, nel rispetto dei massimali stabiliti. Un fenomeno che in molti notano solo d’inverno è la maggiore attenzione alle classi energetiche quando si acquistano lavatrici o frigoriferi.
Quali prodotti sono ammessi? Il bonus copre i grandi elettrodomestici a determinate classi minime di efficienza: lavatrici e lavasciuga (almeno classe A), forni (almeno classe A), cappe da cucina (classe B), lavastoviglie e asciugabiancheria con classi minime indicate dai regolamenti UE, oltre a frigoriferi, congelatori e piani cottura conformi a requisiti minimi. I prodotti devono essere nuovi, prodotti in un Paese UE e consegnare il vecchio apparecchio per il corretto smaltimento RAEE. Attualmente sono segnalati circa 6.000 modelli disponibili tra punti vendita fisici e canali online aderenti, ma la scelta va verificata sempre con il venditore.

Iter, scadenze pratiche e errori da evitare
La procedura richiede pochi passaggi, ma la tempistica è stretta e i controlli sono reali. Prima di tutto è necessario essere in possesso di SPID o CIE e avere pronto, se utile, un ISEE aggiornato. La domanda si presenta tramite l’app IO o il portale ministeriale dedicato: una volta accettata, viene emesso un voucher digitale che consente di procedere all’acquisto scontato. Un dettaglio che molti sottovalutano è la durata del voucher: bisogna usarlo entro 15 giorni, altrimenti decade automaticamente.
L’acquisto va effettuato presso un venditore registrato sulla piattaforma abilitata: lo sconto viene applicato direttamente in fattura. Il venditore ha anche l’obbligo di ritirare il vecchio dispositivo e registrare la rottamazione per lo smaltimento RAEE; senza questa registrazione il bonus non è valido. I fondi sono limitati e distribuiti in ordine cronologico: il fondo nazionale ammonta a una cifra stimata intorno ai 48–50 milioni di euro, perciò chi presenta la domanda per primo ha maggiori probabilità di ottenere l’incentivo. Un fenomeno che in molti notano nei processi amministrativi è la crescente professionalità dei punti vendita che aggiornano liste e procedure per non perdere clienti.
Vantaggi concreti: lo sconto immediato evita passaggi fiscali, la sostituzione riduce i consumi e non sono richiesti lavori edilizi per accedere. Errori comuni da evitare: aspettare troppo (voucher a scadenza rapida), non verificare la classe energetica minima, non aggiornare l’ISEE perdendo il maggior contributo, o acquistare da venditori non registrati. In molte città i rivenditori hanno già predisposto elenchi di modelli conformi e servizi di ritiro RAEE per agevolare la procedura: è un’azione pratica che può ridurre code e incomprensioni al momento dell’acquisto.
