Ficocianina, il pigmento blu delle alghe: studi rivelano il suo impatto contro il tumore

Ficocianina, il pigmento blu delle alghe: studi rivelano il suo impatto contro il tumore

Un cucchiaio rovesciato su un mucchio di polvere blu elettrico: è la ficocianina, estratta dalle alghe e studiata per le sue proprietà. - distrettododicivallesabbia.it

Alessandra Perrone

Novembre 18, 2025

Una provetta dal blu intenso sul tavolo di un laboratorio racconta già parte della storia: quello stesso colore arriva da alghe che da anni finiscono nei frullati e negli integratori, ma oggi attirano l’attenzione dei ricercatori oncologici. La sostanza responsabile è un pigmento che nelle lastre da laboratorio appare come una macchia viva, e quando viene somministrato a cellule tumorali mostra effetti che non passano inosservati. I tecnici del settore lo osservano in coltura, gli esperti ne discutono nelle conferenze; ecco perché la comunità scientifica guarda con interesse a questa molecola blu.

Che cos’è e come si estrae

La parola chiave è semplice: ficocianina. Si tratta di una ficobiliproteina presente in diverse specie di alghe come Spirulina e altre cianobatteri, caratterizzata da un colore blu intenso dovuto ai cromofori che assorbono luce nella banda dei 590–670 nm. A occhio nudo il materiale isolato somiglia a un estratto alimentare, ma dietro c’è una chimica complessa: subunità alfa e beta che si assemblano in eterodimeri e strutture multimeriche. Un dettaglio che molti sottovalutano è la sensibilità al calore e alla luce: la stabilità richiede conservazione al buio e a basse temperature, una condizione concreta che influenza sia l’uso alimentare sia le possibili applicazioni in laboratorio.

L’estrazione più comune prevede sali come il solfato d’ammonio seguiti da passaggi di purificazione come cromatografia a scambio ionico o gel filtrante. Per valutare la qualità si usa il rapporto A620/A280, che determina la purezza e decide se l’estratto è adatto a impieghi analitici, alimentari o di ricerca clinica. In diversi laboratori in Italia e all’estero la spettrofotometria è lo standard per quantificare concentrazione e integrità della molecola, e la scelta del metodo di estrazione influenza la resa e la composizione finale. Un fenomeno che in molti notano solo a livello pratico è la variabilità tra lotti: la stessa specie vegetale può dare risultati differenti a seconda delle condizioni di crescita e raccolta.

Meccanismi d’azione sulle cellule tumorali

I dati preclinici descrivono meccanismi multipli e in parte sovrapposti. La ficocianina mostra un’attività citotossica selettiva sulle cellule tumorali, con arresto del ciclo cellulare in fasi come G0/G1 o G2/M: questo si traduce in ridotta proliferazione attraverso la modulazione di proteine quali p21, Cyclin E e CDK2. In più, la molecola attiva vie apoptotiche sia intrinseche sia estrinseche: il percorso mitocondriale coinvolge caspasi-9 e caspasi-3 e la variazione del rapporto Bcl-2/Bax, mentre la via estrinseca passa per recettori di morte come FAS e l’aumento di specie reattive dell’ossigeno (ROS), con conseguente frammentazione del DNA.

Oltre all’apoptosi, la sostanza stimola processi di autofagia che possono cooperare con la morte programmata: proteine come Beclin-1 vengono coinvolte e vengono modulati percorsi cellulari chiave come MAPK e PI3K/Akt/mTOR, nonché fattori trascrizionali come NF-κB. Queste interazioni spiegano perché in colture diverse — da linee di carcinoma mammario a cellule ematologiche — si osservino risposte variabili a seconda del contesto molecolare. Un dettaglio che molti sottovalutano è la selettività: la ficocianina tende a danneggiare le cellule tumorali lasciando intatte linee cellulari normali in numerosi esperimenti in vitro, ma la traduzione in vivo richiede accurate verifiche sulla biodisponibilità e sul metabolismo.

Ficocianina, il pigmento blu delle alghe: studi rivelano il suo impatto contro il tumore
Ficocianina, il pigmento blu delle alghe: studi rivelano il suo impatto contro il tumore – distrettododicivallesabbia.it

Applicazioni terapeutiche e limiti attuali

Il panorama delle possibili applicazioni è ampio ma ancora sperimentale. In laboratorio la ficocianina è stata testata in combinazione con farmaci chemioterapici — per esempio doxorubicina o topotecan — con risultati che indicano una potenziale sinergia: dosi ridotte dei cytotossici possono mantenere l’efficacia riducendo gli effetti collaterali. Strategie più avanzate includono la coniugazione con nanoparticelle e vettori mirati per aumentare la concentrazione del pigmento nel tumore e limitare l’esposizione dei tessuti sani. Sistemi a base di chitosano, nanotubi o peptidi bersaglio sono studiati in diversi centri come strumenti per migliorare la selettività.

Un altro filone riguarda l’uso della molecola come fotosensibilizzatore in terapie a bassa intensità laser: in questi esperimenti la combinazione porta a fototossicità selettiva nei tessuti tumorali e a modulazione della risposta immunitaria locale. Inoltre, la fingura terapeutica si estende agli effetti su angiogenesi, invasione e metastasi: la ficocianina sembra modulare fattori come VEGF, MMP-2/9 e HIF-1 e può rafforzare l’espressione di E-cadherina, riducendo la transizione epitelio-mesenchimale (EMT). Tuttavia, non è ancora approvata per uso clinico oncologico; la documentazione disponibile è prevalentemente preclinica o in studi molto iniziali.

Per diventare un’opzione terapeutica servono trial clinici controllati, standardizzazione delle formulazioni e dati sulla sicurezza a lungo termine: questioni pratiche come la conservazione, la biodisponibilità orale e l’interazione con farmaci comuni sono ancora aperte. Un aspetto concreto è che molte aziende farmaceutiche e istituti di ricerca in Italia e nel Nord Europa stanno sviluppando protocolli per tradurre i risultati in applicazioni cliniche, ma la strada rimane lunga. Restano sul tavolo domande tecniche e regolatorie, mentre la molecola blu continua a essere studiata nelle provette e negli animali: una realtà che potrebbe integrare le terapie oncologiche se supererà tutte le verifiche richieste.