Non volevo rischiare multe o problemi col fisco: ecco come dichiaro il badante senza errori

Non volevo rischiare multe o problemi col fisco: ecco come dichiaro il badante senza errori

Matteo Casini

Novembre 21, 2025

Una fuga di formalità può trasformare in pochi mesi un rapporto di cura in una questione legale. Quando una famiglia decide di assumere un badante, la prima mossa spesso non è contabile ma pratica: trovare una persona di fiducia. Subito dopo, però, entra in gioco la burocrazia. Dichiarare il badante all’INPS non è solo adempimento formale, è la barriera che separa un contratto regolare da un rapporto di lavoro precario e senza tutele. Regolarizzare significa mettere nero su bianco orari, retribuzione e diritti; significa anche accedere a agevolazioni fiscali che alleggeriscono il bilancio familiare. Chi vive in città lo nota ogni giorno: sempre più famiglie cercano chiarezza sui ruoli e sulle garanzie, e spesso si rivolgono a patronati o consulenti per evitare errori. Un dettaglio che molti sottovalutano è la conservazione dei documenti: la ricevuta della comunicazione è la prima prova in caso di contestazioni.

Procedura online e requisiti per la comunicazione

La regolarizzazione passa quasi sempre dal portale INPS. Per avviare la procedura il datore di lavoro deve avere credenziali valide: SPID, CIE o CNS. L’accesso consente di compilare la comunicazione obbligatoria prevista per i contratti di lavoro domestico; è una procedura che gli uffici pubblici segnalano come necessaria per attivare i contributi e la copertura assicurativa. Una volta entrati nel servizio dedicato al lavoro domestico, il sistema richiede i dati anagrafici del badante (nome, codice fiscale, residenza) e i termini del rapporto: tipologia di contratto, ore settimanali, convivenza o meno. È importante indicare chiaramente se si tratta di assistenza a persona non autosufficiente, perché questo può influire su inquadramento e oneri. Subito dopo l’invio, il portale genera una ricevuta che va conservata: è la prova ufficiale dell’avvenuta comunicazione. Per questo motivo molte famiglie stampano o salvano il PDF e lo allegano alla documentazione dell’assistito. Un fenomeno che in molti notano è la crescita delle richieste di chiarimento presso i patronati: non sempre le istruzioni online sono chiare al primo accesso, soprattutto per chi non ha familiarità digitale.

Non volevo rischiare multe o problemi col fisco: ecco come dichiaro il badante senza errori
La dichiarazione all’INPS per il badante, raffigurata accanto a delle banconote di euro, è un passo cruciale per evitare problemi legali. – distrettododicivallesabbia.it

Costi, agevolazioni e rischi del lavoro in nero

Assumere un badante comporta costi reali ma anche vantaggi quando il rapporto è regolare. Il costo complessivo include la retribuzione, i contributi INPS per il lavoro domestico e voci come TFR, ferie e tredicesima. La distinzione principale è tra badante convivente e non convivente: la convivenza incide sul trattamento economico perché comprende vitto e alloggio. Per calcolare l’onere effettivo è consigliabile fare riferimento alle tabelle INPS aggiornate e, se necessario, chiedere il supporto di un consulente. Sul fronte fiscale, esistono strumenti che alleggeriscono il carico: deduzioni di spesa per assistenza a non autosufficienti e bonus dedicati alle famiglie che sostengono costi di assistenza. Conservare ricevute e buste paga è essenziale per godere di queste agevolazioni. Dall’altro lato, il lavoro in nero espone a rischi concreti: sanzioni pecuniarie per il datore di lavoro, obblighi di regolarizzazione retroattiva e l’assenza di tutele per il lavoratore in caso di malattia o infortunio. In alcune province italiane, gli ispettorati del lavoro intensificano i controlli sui contratti domestici, portando spesso a contenziosi costosi per chi non ha adempiuto agli obblighi. Un aspetto che sfugge a chi vive in città è quanto le vertenze per infortuni o malattie possano pesare sia sul piano umano sia economico. Alla fine, dichiarare un badante all’INPS non è solo un obbligo: è una scelta che tutela persone fragili, garantisce diritti e mette ordine a un rapporto di cura che per molte famiglie rappresenta una parte centrale della vita quotidiana.