Bonus genitori separati 2025: chi può richiederlo e quali novità porta la nuova legge di bilancio

Bonus genitori separati 2025: chi può richiederlo e quali novità porta la nuova legge di bilancio

Bonus genitori separati 2025: chi può richiederlo e quali novità porta la nuova legge di bilancio - distrettododicivallesabbia.it

Marco Ferrero

Novembre 22, 2025

Una valigia a terra, ricevute dell’affitto sul tavolo e la ricerca frettolosa di un nuovo contratto: così comincia spesso la vita dopo una separazione quando il genitore che lascia la casa familiare deve trovare un alloggio in tempi rapidi. Tra ansie pratiche e conti da far quadrare, la normativa di bilancio ha inserito una misura pensata proprio per alleggerire questo passaggio: un aiuto economico destinato ai genitori separati che mantengono figli a carico. La norma è ancora in via di definizione, ma alcuni elementi chiave sono già chiari e cambiano il quadro per molte famiglie.

Che cosa prevede la misura

La misura introdotta dalla Legge di bilancio 2025 è contenuta nell’articolo 56 e istituisce il cosiddetto bonus genitori separati, rivolto specificamente al genitore che non risulta assegnatario della casa familiare. L’obiettivo dichiarato è sostenere le spese dell’alloggio per chi, a seguito della separazione o del divorzio, deve trasferirsi e affrontare costi abitativi aggiuntivi. Il fondo stanziato è di 20 milioni di euro e la disponibilità è prevista a partire dal 1° gennaio 2026, ma i dettagli operativi saranno fissati da un decreto congiunto dei ministeri competenti.

Bonus genitori separati 2025: chi può richiederlo e quali novità porta la nuova legge di bilancio
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Tra i punti già chiariti, la misura si rivolge ai genitori con figli a carico fino al compimento del 21° anno di età. Per la qualificazione a carico si farà riferimento ai criteri fiscali vigenti: i figli devono avere un reddito annuo non superiore a 4.000 euro lordi. Restano invece da definire l’importo spettante a ciascun beneficiario, i limiti individuali e le modalità di erogazione. Un dettaglio che molti sottovalutano è che l’effettiva applicazione dipenderà anche dalla capacità amministrativa delle regioni e dei comuni, dato che la misura richiederà procedure di controllo e verifica dei requisiti.

Requisiti, pagamenti e documenti utili

Per accedere al bonus genitori separati serviranno requisiti che ricalcano la struttura della norma: essere genitore separato o divorziato, non risultare assegnatario dell’abitazione familiare e avere figli fiscalmente a carico fino a 21 anni. Il vincolo sul reddito dei figli, fissato a 4.000 euro annui, stabilisce un parametro chiaro, ma non esclude che il decreto definisca ulteriori soglie o limiti di accesso legati al reddito del richiedente o all’ISEE.

Le modalità di pagamento non sono state ancora decise: il contributo potrebbe essere un versamento una tantum, un sostegno con periodicità regolare oppure assumere la forma di un’agevolazione fiscale che riduca l’imposta dovuta. L’intervento dovrà comunque restare dentro il tetto dei 20 milioni di euro annui previsto dalla legge e, in base a riferimenti passati, non dovrebbe superare circa 800 euro al mese per beneficiario. Un aspetto che sfugge a chi vive in città è che la platea effettiva può essere ridotta dalle verifiche sui contratti di affitto e dalla necessità di documentazione completa.

È probabile che venga richiesta una domanda formale: conviene quindi preparare fin da ora la documentazione utile, tra cui la sentenza di separazione o divorzio, le ricevute di pagamento dell’affitto della nuova abitazione, i documenti fiscali dei figli e un ISEE aggiornato. Le modalità di presentazione e i tempi saranno indicati dal decreto ministeriale; intanto chi cerca casa può considerare il bonus come un elemento che, nelle aree urbane più costose, potrebbe rendere meno gravosa la fase di ricollocazione abitativa per molti genitori.