Gli arrosticini come in Abruzzo: cuocili in forno e porti la griglia tra le mura di casa tua

Gli arrosticini come in Abruzzo: cuocili in forno e porti la griglia tra le mura di casa tua

Alessandra Perrone

Novembre 23, 2025

L’odore di carne arrostita che esce da una cucina domestica può trasformare un pasto in una riunione. Negli angoli dell’Abruzzo, gli spiedini di carne corta hanno fatto la storia quotidiana dei pastori; nella vita di città sono diventati il piatto che evoca un territorio. Quando non è possibile accendere la brace, il forno resta la soluzione più pratica per ottenere lo stesso tipo di risultato: crosta dorata, succo trattenuto e sapore deciso. In questo pezzo spieghiamo come gestire la cottura in forno, perché la scelta del taglio conta più di quanto si pensi e come servire gli arrosticini per mantenere l’identità del piatto senza creare fumo in casa.

Origine e territorio

Gli spiedini tipici dell’Abruzzo nascono nelle aree montane come pasto rapido e calorico per chi viveva e lavorava all’aperto. Oggi gli arrosticini sono riconosciuti come elemento identitario della cucina regionale e si trovano sia nelle sagre locali sia nei banchi delle macellerie. La struttura è semplice: piccoli cubetti infilzati su stecchi lunghi, disposti in fila per una cottura uniforme. Un dettaglio che molti sottovalutano è la qualità della carne di pecora: non tutte le provenienze offrono lo stesso equilibrio tra sapore e tenerezza.

I tagli impiegati variano per ottenere il giusto rapporto tra magro e grasso: spalla, coscia, pancetta e pezzi di muscolo sono alternati per evitare secchezza. Chi taglia a mano deve mantenere cubetti di circa un centimetro; per i macellai esistono attrezzi dedicati che standardizzano il formato. Le stecche tipiche sono lunghe e resistenti: infilzarle richiede precisione per non comprimere troppo la carne e preservarne i succhi. Un aspetto che sfugge a chi vive in città è la stagionalità della materia prima: nella pratica dei produttori locali la carne segue cicli che influenzano sapore e consistenza.

Gli arrosticini come in Abruzzo: cuocili in forno e porti la griglia tra le mura di casa tua
Arrosticini abruzzesi in cottura sulla brace, il fumo denso testimonia il calore intenso. Pezzi di carne ovina su spiedini di legno. – distrettododicivallesabbia.it

Cottura al forno: tecnica e consigli

Cuocere gli arrosticini in forno richiede pochi passaggi precisi per replicare l’effetto della brace. Preriscaldate il forno tra 230–250°C in modalità statica; se disponibile, posizionate una griglia sopra una teglia rivestita per raccogliere i succhi. In mancanza di spazio, la teglia coperta da carta alluminio funziona comunque, ma la griglia evita che la carne stia a mollo nel grasso. Un dettaglio pratico che molti notano è l’importanza di non sovraccaricare la teglia: gli spiedini devono avere spazio per arrostire.

Il tempo di cottura consigliato è breve: circa 8–10 minuti, con una rotazione a metà cottura per dorare uniformemente. Negli ultimi istanti attivate la funzione grill per 1–2 minuti, così da ottenere una superficie croccante che ricorda la brace. Saltare la salatura fino alla fine è una regola concreta: il sale solo a fine cottura evita l’eccessiva perdita di liquidi e mantiene la carne succosa. Se cercate maggiori succulenza, alternate ai cubetti una sottilissima fettina di lardo, che sciogliendosi rilascia sapore senza appesantire.

Varianti, abbinamenti e conservazione

Gli arrosticini si prestano a varianti semplici che rispettano l’impronta originale. Chi preferisce sapori più delicati può usare pollo o tacchino al posto della pecora; restano però scelte meno caratterizzanti rispetto alla versione tradizionale. Una proposta tipica della regione è l’arrosticino di fegato, spesso accompagnato da cipolla: è una variante rustica che si trova nei mercati locali. Un fenomeno che in molti notano solo d’inverno è la tendenza a insaporirli con spezie leggere, come paprika affumicata, pepe o rosmarino tritato.

Per marinare la carne si può preparare una miscela di olio extravergine, succo di limone, aglio e rosmarino; lasciando la carne alcune ore, l’aroma penetra senza mascherare la materia prima. A tavola gli abbinamenti tradizionali restano il pane casereccio e le bruschette, oltre a patate al forno o fritte e verdure grigliate, in particolare i peperoni arrosto. Sul fronte enologico, i vini rossi giovani e profumati sono i più indicati: Montepulciano d’Abruzzo, Cerasuolo d’Abruzzo per chi preferisce un rosato strutturato o un Sangiovese giovane funzionano bene.

Per la conservazione, gli arrosticini cotti si mantengono in frigorifero per un paio di giorni; quelli crudi sono congelabili e vanno cotti direttamente dal congelato riducendo leggermente i tempi. Realizzarli a mano resta impegnativo: alternare magro e grasso, infilzare senza compressione e far riposare qualche minuto dopo la cottura sono piccoli accorgimenti che migliorano la resa. Nella pratica quotidiana, in molte famiglie resta l’usanza di servirli immediatamente, ancora caldi, perché la temperatura fa parte dell’esperienza gustativa.