Dimentica le solite verdure: i fiori di carota selvatica fritti sono la scoperta più gustosa

Dimentica le solite verdure: i fiori di carota selvatica fritti sono la scoperta più gustosa

Alessandra Perrone

Novembre 24, 2025

Una siepe di margine campestre che ondeggia al vento: è lì che molti riconoscono la presenza della Carota selvatica, senza prestarvi troppa attenzione. Invece quel ricamo bianco che appare lungo i bordi dei campi racconta di una pianta con diverse vite: botanica, alimentare e terapeutica. Qui non si parte da un’evocazione bucolica, ma da un fatto concreto che molti hanno notato camminando nei sentieri: la infiorescenza a ombrello è visibile per mesi e può diventare ingrediente in cucina, se trattata con cura. Chi vive in città lo nota soprattutto nei mercati degli agricoltori, dove piante selvatiche e prodotti spontanei stanno ritornando in voga.

La Daucus carota è l’antenata della carota domestica e mantiene caratteristiche nutrizionali interessanti: fiori, foglie, radice e semi sono utilizzati in modi diversi. I fiori, piccoli e bianchi spesso con un punto porpora al centro, attirano insetti impollinatori e possono trasformarsi in guarnizione elegante o in boccone croccante se fritti in pastella. Le foglie basali si consumano crude in primavera, mentre la radice, più chiara e meno dolce rispetto alla carota coltivata, trova posto nelle zuppe e nelle creme. Un dettaglio che molti sottovalutano è l’uso dei semi: raccolti in autunno, sono ricchi di oli essenziali e si impiegano per liquori digestivi e oli cosmetici.

Dal punto di vista fitoterapico la pianta è apprezzata per proprietà toniche, vitaminiche e depurative; l’estratto di radice entra anche in alcune formulazioni cosmetiche per la sua azione antiossidante e per la protezione dai raggi UV. Va però ribadito un avviso pratico: la sicurezza nella raccolta è fondamentale. Nel dubbio, non raccoglierla; conoscere le caratteristiche distintive è la prima regola per chi decide di consumare piante spontanee.

Dimentica le solite verdure: i fiori di carota selvatica fritti sono la scoperta più gustosa
Carote fresche di campo, appena raccolte con il loro caratteristico fogliame, adagiate su un tappeto d’erba verde. – distrettododicivallesabbia.it

Come si prepara: frittelle in pastella e maionese ai mirtilli

Il modo più immediato per trasformare i fiori di Carota selvatica in un piatto riconoscibile è friggerli in pastella e accompagnarli con una salsa che contrasti la frittura. La preparazione inizia dalla maionese ai mirtilli, che si ottiene frullando latte di soia non zuccherato con mirtilli freschi, una punta di senape delicata e olio di semi versato a filo fino a ottenere una consistenza densa. Un cucchiaio di succo di limone e mezzo cucchiaino di sale Kala Namak completano l’equilibrio: il sale nero apporta un sentore sulfureo che ricorda l’uovo, utile per le versioni vegane.

Per la pastella si mescola farina 0 con acqua frizzante fredda, un pizzico di sale e spezie come curcuma e paprica affumicata per colore e sapore. Lavare i fiori con delicatezza è fondamentale: immergerli più volte in acqua fredda e asciugarli senza schiacciarli. Tagliare lo stelo a circa due centimetri ed eliminare le brattee che restano attaccate.

La frittura avviene in olio di semi portato a circa 160 °C. Immergere i singoli ombrelli nella pastella, scuoterli per eliminare l’eccesso e friggere per un minuto, fino a doratura. Scolare su carta assorbente e servire caldi con la maionese ai mirtilli. Un fenomeno che in molti notano è la rapidità con cui questi fiori perdono croccantezza: per questo è preferibile friggerli poco prima di portarli in tavola.

Alcune raccomandazioni pratiche: usare solo fiori non trattati e raccolti lontano da strade o fonti inquinanti; conoscere la differenza con la Cicuta è un requisito di sicurezza: la carota selvatica ha spesso un piccolo fiore porpora al centro, fusto verde e peloso e radice giallognola, mentre la cicuta presenta fusto liscio con macchie violacee, odore sgradevole e radice biancastra. Nel dubbio, non raccoglierla: la prudenza protegge chi sperimenta con le piante spontanee.